mercoledì 1 giugno 2016

ACRI, CITTA’ DEI FENOMENI.


DIMISSIONI


In previsione del pressapochismo, della superficialità e della dolosa mancanza di obiettività, di fenomenali “redazioni” che lanciano notizie per sentito dire e danno giudizi su fatti e atti a loro ignoti, mi vedo costretto a pubblicare con anticipo la mia lettera integrale di dimissioni, protocollata oggi e non ieri e nella quale non vi è traccia della parola “incapace”.
Nell’etimologia di incapace, “non adatto a comprendere”, si risolve il grave conflitto di chi si auto-assegna il compito di informare. Chi non comprende, come pensa di riuscire a far comprendere agli altri? Fenomenologia della Comunicazione in Rete...


Egregio Signor Sindaco,
con la presente formalizzo le dimissioni dalle cariche di Vicesindaco e Assessore, restituendo tutte le deleghe da Te assegnatemi, e dando così seguito a quanto da me già espresso nella e-mail inviata in data 26/04/2016  a Te e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Fabbricatore.
In quella comunicazione chiarivo alcune delle motivazioni che mi inducevano a dissociarmi definitivamente dalla Tua compagine amministrativa, prima fra tutte il convincimento di essere assolutamente “inadeguato” rispetto ad un modo di “fare politica”  e di amministrare, che con il passare del tempo diventava per me sempre più incomprensibile e non condivisibile.
Ti invitavo inoltre, a trovare nel più breve tempo possibile un mio sostituto al quale passare le consegne ed esporre tutta l’attività svolta o in corso di svolgimento, e la “calendarizzazione” di quella programmata, nei diversi settori di mia competenza. Poiché il termine è sopraggiunto, e non ho ricevuto risposta alcuna, se non accorati messaggeri richiedenti impossibili ripensamenti, mi vedo costretto a rassegnare le mie indifferibili dimissioni.
Come ben sai, a supporto della mia decisione, ho addotto altri motivi, sia in Consiglio Comunale che su articoli pubblicati sul mio “irritante” Blog,  che non intendo qui ripetere, ma che sono stati tutti esternati con onesta consapevolezza e totale assunzione di responsabilità.
Ma non posso esimermi dal rimarcare che attribuisco al progressivo allontanamento dagli ottimi propositi da Te enunciati nelle linee programmatiche, lo sfilacciamento e il logoramento dell’intera compagine governativa, che hanno visto l’abbandono di assessori di notevole valore e di due consiglieri scomodi ma propositivi.
In quelle linee programmatiche, accolte con straordinario entusiasmo  dall’elettorato, vi era una visione alta dei rapporti fra amministratori e cittadini, rapporti basati su princìpi di trasparenza, legalità, partecipazione, solidarietà, sussidiarietà. Lo stesso entusiasmo mi ha spinto a dedicarmi, con passione e con grande dispendio di energie e risorse personali, all’espletamento del mio impegno istituzionale.
Ho dovuto assistere invece alla progressiva discesa verso i più deleteri vizi della vecchia politica, che evito volutamente di elencare, ma che hanno determinato la mia insofferenza sempre più crescente verso i compagni di viaggio, che non mi hanno risparmiato sgambetti e gomitate sotto la cintola. E dall’insofferenza, reciproca, alla fine siamo giunti, senza che Tu muovessi un dito, all’incompatibilità assoluta.
Ritengo pertanto doverosa, ma anche utile al prosieguo del lavoro della Tua squadra, la mia sostituzione con una persona che possa ricreare coesione e tranquillità.
Per quel che mi riguarda, ho ben poco da rimproverarmi, anche se so di non aspettarmi ringraziamenti da parte Tua, ma nello stesso tempo penso di non meritare il risentimento che lasci trapelare per il mio “abbandono”.
Dopotutto, se per tre anni ho lavorato senza risparmiarmi, con spirito di servizio, con tenacia, ma sempre con umiltà e correttezza, nell’interesse esclusivo della nostra comunità, spinto dall’attaccamento alla mia terra e dal desiderio di vederla migliore, e conseguendo anche qualche risultato che mi viene generalmente riconosciuto, dopotutto, dicevo, ho lavorato anche per Te. E non ero obbligato.
Auguro a Te e a tutti i Tuoi collaboratori un buon lavoro per il bene della Città e porgo
                                                                    Distinti Saluti.
Acri, 31 maggio 2016                               Salvatore Ferraro