sabato 3 dicembre 2016

DI CARROZZONI VERI E FALSI PORTATORI DI HANDICAP.


SILENZIO E OMERTA'

“Se i calabresi denunciassero la ‘ndrangheta sparirebbe.” De Raho.
“La collaborazione dei cittadini è fondamentale.” Gratteri.
“Voi giornalisti non denunciate, rinunciando al vostra libertà di stampa che dovrebbe essere assoluta.” Spagnuolo.
Rieccoci. Tanto provocarono che risposi.
I Procuratori della Repubblica calabresi, da De Raho a Gratteri a Spagnuolo, ogni volta che tengono una conferenza stampa, invitano i cittadini e i giornalisti a denunciare. Il silenzio è il più forte alleato della mafia, protegge corrotti e collusi, ostacola il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Il subir tacendo tiene la gente in uno stato di sudditanza anche psicologica che giova e rende sempre più potenti i malfattori.
Rivolgersi per un favore ad un politico o ad un mafioso è la stessa cosa. Si corre lo stesso rischio di restare schiavi a vita del ricatto in cambio di un piccolo o grande favore ricevuto. In altri termini con la vostra richiesta di aiuto e con il vostro consenso gli comprate la corda che vi metteranno intorno al collo per sempre.
Avvertenze comprensibili e condivisibili, ma la gente per motivi suoi, continua a preferire il silenzio.
Da molti anni denuncio, in solitudine, sul mio blog e anche presso le autorità competenti, ma inutilmente, il malaffare che stringe in una morsa la nostra comunità ormai assopita e non più reattiva.
Nessun giornalista si azzarda a toccare temi scottanti come la devastazione del territorio e le ricche mazzette che girano intorno al disboscamento selvaggio, alla cementificazione, alle illegalità di ogni tipo.
Per denunciare non mancano argomenti, soprattutto ad Acri. Tutti sanno, molti sussurrano, quasi nessuno parla ad alta voce o scrive.
Acri è il Comune che, più di tutti gli altri, ha visto la devastazione del proprio territorio da parte dei malaffaristi dei boschi. Tagli abusivi a ritmo sostenuto  stanno desertificando il territorio e ne stanno facendo quello più a rischio dal punto di vista idrogeologico.
Acri è il Comune che ha patito più di tutti l’interramento di fusti tossici, unico Comune dove vi è stata la prova provata del transito dei camion che li trasportavano. Acri è il Comune che è diventato terra dei fuochi anche per queste attività e ha un tasso di malattie neoplastiche in continua crescita
Grazie a una fezzaglia di politici, Acri si ritrova con il più alto numero di opere incompiute per le quali sono state spese cifre astronomiche. Galleria (30 milioni di euro), Sibari Sila (30 milioni di euro), per continuare con Ascensore, Teatro, Palazzetto dello Sport, Caserma dei Carabinieri, ecc. ecc.
Si potrebbe continuare con l’elenco dei primati negativi che detiene Acri, ma ho un blog che li denuncia tutti da anni per cui chi è interessato si accomodi pure.

CARROZZONI PER PARENTI STRETTI.
Ma veniamo ad un’opera che rappresenta il simbolo dello sperpero di denaro pubblico, realizzato e partito con l’intento ipocrita di fare formazione, ma servito solo ad occupare i pochi intimi dei familisti immorali locali. Un carrozzone che molti disoccupati acresi forse nemmeno conoscono.
Nel 2001 ad Acri è stata inaugurata una struttura denominata “Centro Formazione Professionale” della Regione Calabria.
Finalità supposta doveva essere quella di formare i giovani per facilitare loro l’ingresso nel mondo del lavoro. 
Per 2 o 3 anni questi corsi si sono svolti con una considerevole spesa di 300.000  euro annui. E sia, il fine giustifica il costo. Vi risparmio di polemizzare su cosa possa servire un corso di ricamo nell’era telematica - solo suor Raffaella delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori potrebbe dircelo.
Ma da più di dieci anni, questa struttura non è operativa, nel senso che non si fanno corsi, anche se si spendono ugualmente le 300.000 cocuzze per energia elettrica, riscaldamento, telefono e… stipendi per i dipendenti.
Ed è qui che si chiude il cerchio ed emerge la finalità vera. Quella cioè di aver favorito l’ingresso nel mondo del lavoro alla moglie di un ex assessore regionale.
Capito cari disoccupati che ve ne state zitti zitti e buoni buoni, o che chiedete aiuto ai politici. La polpa se la prendono loro, anche se la tavola del magna magna è riccamente imbandita. Se proprio insistete e vi va bene, vi gettano qualche osso.
Ma torniamo al Centro Formazione Lavoro e alla moglie dell'ex assessore. Questa signora, oltre ad incassare un lauto (mo ci vo’) stipendio alla faccia dei fessi, è riuscita, grazie al marito ad equipaggiarsi anche della legge 104.
Questo potrebbe essere stato uno dei motivi per cui l’ex assessore regionale ha profuso tante energie e contrabbandato grossi favori pur di farmi escludere, con successo, nel 2009 dalla Commissione Invalidi Civili.
Commissione dove dal 1991, in sostegno e a fianco del Presidente Ilario Quirino, abbiamo portato avanti una battaglia di bonifica contro il malaffare che vi girava intorno, e contro i falsi invalidi e dove… la moglie dell’innominabile non avrebbe mai ottenuto il riconoscimento di persona handicappata, a meno che non lo sia veramente.
In questo caso, se la signora è davvero portatrice di handicap debbo compatirla per le sue penose e paranoiche dediche quotidiane che mi fa sulla sua pagina Facebook con insulti, minacce, preghiere malauguranti, provocazioni e una calunnia, sempre la stessa propalata meschinamente dal marito, quella che io nelle commissioni avrei approfittato del mio ruolo richiedendo laute ricompense non dovute. Ho risposto per le rime a questa calunnia e soprassiedo in attesa di giudizio.
Resta il fatto che ad Acri abbiamo una struttura, un carrozzone inutile per la collettività e che ha un costo rilevante per i cittadini che pagano le tasse come me e come tanti, e che dovrebbe essere motivo di sollevamento popolare, in particolar modo da parte dei disoccupati acresi. E invece tutto tace.
Con buona pace degli appelli dei Procuratori della Repubblica.
Salvis Iuribus. 



Nessun commento:

Posta un commento